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Giraffa
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La mwdggiraffa (mwdwGiraffa mweaBrisson, 1762) è un mweqgenere di mwegmammifero mwewartiodattilo. Originaria dell'mwfaAfrica, è il più alto animale terrestrecite-ref-3[3] e il più grande mwgqruminante esistente. Tradizionalmente, il genere comprendeva una singola mwggspecie, mwgwGiraffa camelopardalis L.cite-ref-1-4-0[4], con nove mwiasottospecie.cite-ref-6-5-0[5] Più recentemente, i ricercatori hanno proposto che esistano quattro specie esistenti, distinguibili morfologicamente in base al loro areale e ai disegni del loro mantello. Sono inoltre note sette specie estinte, conosciute grazie a fossili.

Le principali caratteristiche distintive della giraffa sono il collo e le zampe estremamente allungati, motivo per cui è considerata dagli specialisti un “capolavoro di ingegneria”, soprattutto per la capacità di gestire la pressione nei suoi vasi sanguigni; gli mwjgossiconi, simili a corna, presenti sul capo; i grandi occhi neri con lunghe ciglia; e il caratteristico mantello a macchie, che varia tra le sottospecie. L'animale appartiene alla mwjwfamiglia mwkaGiraffidae, insieme al suo parente vivente più prossimo, l'mwkqokapi. La distribuzione geografica della giraffa si estende dal mwkgCiad a nord, al mwkwSudafrica a sud, e dal mwlaNiger a ovest fino alla mwlqSomalia a est. Le giraffe abitano principalmente mwlgsavane e aree boschive. La loro dieta si basa su foglie, frutti e fiori di piante legnose, principalmente delle specie di mwlwacacia, che sono spesso fuori dalla portata della maggior parte degli altri erbivori.

Nonostante le loro dimensioni, le giraffe non sono prive di predatori: i piccoli possono essere preda di mwmqleopardi, mwmgiene maculate e mwmwlicaoni, mentre gli adulti possono cadere vittime di branchi di mwnaleoni. Le giraffe vivono in gruppi composti da femmine imparentate tra loro e dalla loro prole, o in branchi di maschi adulti non imparentati. Tuttavia, si tratta di una specie gregaria che può formare grandi branchi misti. I maschi stabiliscono gerarchie sociali attraverso il "collaggio", combattimenti intraspecifici in cui utilizzano il collo e la testa come armi. I maschi dominanti ottengono il diritto di accoppiarsi con le femmine, sulle quali ricade l'intera responsabilità dell'allevamento dei cuccioli.

La giraffa ha affascinato varie culture, antiche e moderne, per il suo aspetto peculiare ed è stata spesso rappresentata in dipinti, libri e cartoni animati. È classificata dall'mwngIUCN come "mwnwVulnerabile" all'estinzione, e la sua presenza è stata mwoaeliminata in molte aree del suo areale geografico. Le giraffe si trovano ancora in numerosi mwoqparchi nazionali e mwogriserve naturali, ma le stime del 2016 indicano che ci sono circa mwow97500 esemplari allo stato brado.cite-ref-6[6]. Stime del 2010 segnalano che oltre mwqa1600 esemplari vivono o sono allevati in giardini zoologici.

In genere le giraffe maschio adulte arrivano a 6 metri di altezza e 1200kg di pesocite-ref-7[7]

Contents

Collo
Note

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Etimologia

L'origine del nome «giraffa» viene fatta risalire alla parola mwtwaraba mwuazarāfa (زرافة), forse a sua volta derivata da una lingua africanacite-ref-oed-8-0[8]. Il termine viene tradotto come «[colei che] cammina velocemente»cite-ref-kingdon-9-0[9].

mwwgCiriaco d'Ancona, noto viaggiatore medievale e precursore dell'archeologia, fu il primo a utilizzare, al posto del greco mwwwkamēlopárdalis (καμηλοπάρδαλις), il termine mwxazoraphas, che poi si trasformò nel moderno "giraffa", traslitterandolo dall'arabo mwxqzarāfa (زرافة)cite-ref-zarafah-10-0[10]. La diffusione della forma mwygitaliana mwywgiraffa risale agli anni '90 del XVI secolocite-ref-oed-8-1[8]. Durante il suo soggiorno in Egitto, Ciriaco ebbe modo di vedere una giraffa, che riprodusse nei suoi disegni. Questi divennero a lungo l'unica fonte iconografica dell'animale e come furono utilizzati da alcuni artisti: esempi si ritrovano nel mwaamwaqTrittico del Giardino delle delizie di mwagHieronymus Bosch (1480-1490) e nella mwawmwbaPredica di san Marco ad Alessandria d'Egitto di mwbqGentile e mwbgGiovanni Bellini (1504-1507)cite-ref-zarafah-10-1[10].

Nella mwdalingua inglese medievale, l'animale era noto anche con vari nomi, tra cui mwdqjarraf, mwdgziraph e mwdwgerfauntzcite-ref-oed-8-2[8]. Il termine probabilmente deriva dal nome mwfasomalo dell'animale, mwfqgericite-ref-11[11]. La forma attuale mwgggiraffe si sviluppò intorno al 1600 a partire dal mwgwfrancese mwhagirafecite-ref-oed-8-3[8].

Tassonomia

Evoluzione

La giraffa è uno dei soli due mwjageneri viventi della mwjqfamiglia mwjgGiraffidae nell'mwjwordine mwkaArtiodactyla. L'altro è l'mwkqokapi.cite-ref-mitchell20003-12-0[12] Sono ruminanti del mwlgmwlwclade mwmaPecora, insieme agli mwmqAntilocapridae (le antilocapre), i mwmgCervidae (cervi), i mwmwBovidae (bovini, antilopi, capre e pecore) e i mwnaMoschidae (cervi muschiati). Uno studio del mwnqgenoma del 2019 (mwngcladogramma sotto) ha rivelato che i Giraffidae sono il mwnwtaxon gemello degli Antilocapridae, con una divisione tra le due famiglie stimata ad oltre 20 milioni di anni fa.cite-ref-rumiantphylo2020-13-0[13]

La giraffa appartiene al sottordine mwpgmwpwRuminantia. Molte specie di mwqaRuminantia risalenti all'Eocene medio sono state scoperte in Asia centrale, nel Sud-est asiatico e in Nord America. Le condizioni ecologiche di quel periodo potrebbero aver facilitato la loro rapida dispersionecite-ref-mitchell20003-12-1[12]. Tra le cinque specie viventi della famiglia dei mwrqGiraffidi, quattro appartengono al genere mwrgGiraffa, mentre l'altra è l'mwrwokapi. La famiglia, un tempo molto più numerosa, comprendeva oltre 10 mwsageneri fossili descritti. I parenti più stretti dei Giraffidi erano gli estinti mwsqClimacoceratidi, che, insieme alla famiglia degli mwsgAntilocapridi (di cui l'unica specie attuale è l'mwswantilocapra), appartenevano alla superfamiglia mwtaGiraffoidea. Questi animali potrebbero essersi evoluti a partire dai mwtqPaleomericidi, un gruppo estinto considerato possibile antenato anche dei mwtgcervicite-ref-mitchell20003-12-2[12].

Alcuni antichi Giraffidi, come il mwxwmwyaSivatherium, avevano corpi massicci, mentre altri presentavano forme molto più slanciate. Il più antico antenato conosciuto della linea evolutiva della giraffa è il mwyqmwygCanthumeryx, i cui resti, rinvenuti in Libia, risalgono a un periodo compreso tra 25 e 14,3 milioni di anni fa, a seconda delle diverse opinioni degli studiosi. Questo animale era di medie dimensioni, con un aspetto esile e simile a quello di un'antilope. Circa 15 milioni di anni fa, nel mwywsubcontinente indiano comparve il mwzamwzqGiraffokeryx, un animale che ricordava sia un okapi che una piccola giraffa, ma con un collo più lungo e mwzgossiconi fatti di mwzwcartilagine.

Il mw0qmw0gPalaeotragus, apparso 14 milioni di anni fa e diffuso tra l'Africa orientale e la Mongolia, somigliava all'okapi e potrebbe esserne l'antenato diretto. Aveva un cranio allungato e appiattito e mostrava un marcato mw0wdimorfismo sessuale. Il mw1amw1qSamotherium sostituì il mw1gPaleotragus tra 10 e 9 milioni di anni fa; era più grande, con una testa ancora più allungata, seni cranici ben sviluppati e un profilo più simile a quello delle giraffe moderne. Questi animali vissero sia in Africa che in Eurasia.

Il mw2amw2qBohlinia, comparso nell'Europa sud-orientale tra 9 e 7 milioni di anni fa, discendeva probabilmente dal mw2gSamotherium ed è considerato un probabile antenato diretto della giraffa. Questo animale, con collo e zampe lunghi, oltre a ossiconi e denti simili a quelli delle giraffe moderne, raggiunse la Cina e l'India settentrionale in risposta ai cambiamenti climaticicite-ref-mitchell20003-12-3[12].

Circa 7 milioni di anni fa, il genere mw4aGiraffa si sviluppò in Africa. I successivi cambiamenti climatici portarono all'estinzione delle giraffe asiatiche, mentre quelle africane sopravvissero e si diversificarono in nuove specie. mw4qGiraffa camelopardalis fece la sua comparsa circa 1 milione di anni fa, durante il mw4gPleistocene, in Africa orientalecite-ref-mitchell20003-12-4[12]. Alcuni biologi ipotizzano che l'attuale giraffa discenda dalla mw5wGiraffa jumaecite-ref-sim1996-15-0[15], mentre altri ritengono più probabile un'origine da mw7aGiraffa graciliscite-ref-mitchell20003-12-5[12].

Si ritiene che il principale fattore evolutivo che portò alla comparsa delle giraffe moderne sia stato un cambiamento climatico iniziato 8 milioni di anni fa, che trasformò vaste foreste in savane più apertecite-ref-mitchell20003-12-6[12]. Questo nuovo mw9ghabitat, combinato con una dieta composta anche da foglie di mw9wacacia, potrebbe aver esposto gli antenati delle giraffe a tossine che aumentarono i tassi di mutazione più elevati e di evoluzionecite-ref-bada-16-0[16].

Il genere mw-qGiraffa fu istituito da mw-gMorten Thrane Brünnich nel 1772cite-ref-dagg1971-17-0[17]. All'inizio del XIX secolo, mwaqmJean-Baptiste Lamarck propose che il lungo collo della giraffa fosse una "caratteristica acquisita", evolutasi attraverso generazioni di giraffe che si sforzavano di raggiungere le foglie degli alberi più alticite-ref-prothero-2003-18-0[18]. Questa teoria è stata successivamente abbandonata in favore della mwaqgselezione naturale darwiniana: le giraffe con colli più lunghi erano meglio adattate al loro ambiente, riuscivano a sopravvivere e riprodursi, trasmettendo così i loro geni alle generazioni successivecite-ref-prothero-2003-18-1[18].

Specie e sottospecie

A partire dal 2025, l'mwar8Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) riconosce attualmente quattro specie di giraffa con sette sottospecie.cite-ref-iucn-20-0[20]cite-ref-21[21]

Originariamente, mwaskCarlo Linneo classificò le giraffe viventi all'interno di una singola specie nel 1758, dandole il mwasonome binomiale mwassmwaswCervus camelopardalis. mwas0Mathurin Jacques Brisson coniò il nome generico mwas4Giraffa solo nel 1762.cite-ref-dagg1971-17-1[17] Durante il 1900, furono proposte varie tassonomie con due o tre specie.cite-ref-22[22] Uno studio del 2007 sulla genetica delle giraffe utilizzando il DNA mitocondriale suggerì che almeno sei lignaggi potevano essere riconosciuti come specie.cite-ref-geneticstructure-19-1[19] Uno studio del 2011 che utilizzava analisi dettagliate della morfologia delle giraffe e l'applicazione del mwatsconcetto di specie filogenetica, descrisse otto specie.cite-ref-2-23-0[23] Uno studio del 2016 concluse anche che le giraffe viventi fossero costituite da più specie. I ricercatori suggerirono l'esistenza di quattro specie, che non si scambiavano informazioni genetiche tra loro da uno a due milioni di anni.cite-ref-cur-biol-2016-24-0[24]

Uno studio del 2020 ha dimostrato che, a seconda del metodo scelto, è possibile considerare diverse ipotesi tassonomiche che riconoscono da due a sei specie per il genere mwauuGiraffa. Tale studio ha anche rilevato che i metodi di coalescenza multispecie possono portare a una suddivisione tassonomica eccessiva, poiché tali metodi delimitano le strutture geografiche piuttosto che le specie. L'ipotesi delle tre specie, che riconosce mwauyG. camelopardalis, mwaucG. giraffa e mwaugG. tippelskirchi, è ampiamente supportata da mwaukanalisi filogenetiche e corroborata anche dalla maggior parte delle analisi genetiche di popolazione e di coalescenza multispecie.cite-ref-6-5-1[5] Uno studio del 2021 sul sequenziamento dell'intero genoma suggerisce l'esistenza di quattro specie distinte e sette sottospecie,cite-ref-coimbra2021-25-0[25] il che è stato supportato da uno studio del 2024 sulla morfologia cranica.cite-ref-26[26] Uno studio del 2024 ha rilevato una quantità maggiore di mwavyflusso genico antico del previsto tra le popolazioni.cite-ref-bertola-27-0[27]

Il mwavwcladogramma sottostante mostra la relazione filogenetica tra le quattro specie e sette sottospecie sulla base di un'analisi del genoma del 2021.cite-ref-coimbra2021-25-1[25] Gli otto lignaggi corrispondono a otto sottospecie tradizionali nell'ipotesi di una sola specie. La giraffa di Rothschild è inclusa in mwaweG. camelopardalis camelopardalis.

La seguente tabella confronta le diverse ipotesi per le specie di giraffa. La colonna di descrizione mostra le nove sottospecie tradizionali nell'ipotesi di una sola specie.cite-ref-iucn-20-1[20]cite-ref-1-4-1[4]

| Tassonomia di una specie [ 4 ] | Tassonomia delle tre specie [ 5 ] | Tassonomia delle quattro specie [ 24 ] | Tassonomia di otto specie [ 23 ] | Descrizione | Immagine |
|---|---|---|---|---|---|
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa del Kordofan ( G. antiquorum ) [ 28 ] | La giraffa del Kordofan ( G. c. antiquorum ) è distribuita nel Ciad meridionale, nella Repubblica Centrafricana , nel Camerun settentrionale e nella Repubblica Democratica del Congo nord-orientale. In passato, le popolazioni del Camerun erano considerate appartenenti a G. c. peralta , ma studi successivi hanno dimostrato che tale classificazione era errata [ 29 ] . Rispetto alla giraffa della Nubia, questa sottospecie presenta macchie più piccole irregolari, che possono estendersi fino ai garretti e alla parte interna delle zampe. I maschi sono caratterizzati dalla presenza di un bernoccolo mediale sul cranio [ 30 ] . Si stima che in natura sopravvivano al massimo 2.000 esemplari [ 31 ] . Tuttavia, censire il numero di giraffe del Kordofan presenti negli zoo è stato complicato a causa della confusione tra questa sottospecie e G. c. peralta . Uno studio pubblicato nel 2007 ha chiarito che tutte le giraffe identificate come G. c. peralta negli zoo europei erano in realtà G. c. antiquorum [ 29 ] . Con questa correzione, si ritiene che circa 65 esemplari di questa sottospecie siano ospitati negli zoo [ 32 ] . Inoltre, esemplari che in passato venivano classificati come appartenenti a una sottospecie distinta, G. c. congoesis , sono oggi considerati giraffe del Kordofan. | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa della Nubia , include anche la giraffa di Rothschild ( G. camelopardalis ) [ 4 ] anche conosciuta come giraffa del Baringo o giraffa dell' Uganda | La giraffa della Nubia ( G. c. camelopardalis ) si trova principalmente nell'area orientale del Sudan del Sud e nel sud-ovest dell' Etiopia [ 31 ] . Questa sottospecie si distingue per le sue macchie di colore castano ben definite, separate da linee prevalentemente bianche, con una regione inferiore priva di macchie. Nei maschi, il bernoccolo mediale è particolarmente sviluppato [ 30 ] . Si stima che in natura sopravvivano meno di 2.500 esemplari, anche se il numero esatto rimane incerto [ 31 ] . La giraffa della Nubia è rara in cattività, ma un gruppo è ospitato presso lo zoo di Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti [ 33 ] . Nel 2003, questo gruppo contava 14 esemplari [ 34 ] . La giraffa di Rothschild ( G. c. rothschildi ) potrebbe rappresentare un ecotipo di G. c. camelopardalis . Il suo areale include alcune regioni dell'Uganda e del Kenya [ 20 ] , mentre la sua presenza nel Sudan del Sud rimane incerta [ 35 ] . Questa sottospecie si distingue per le grandi macchie scure con bordi generalmente rettilinei, che talvolta possono essere frastagliati. Le macchie possono presentare linee o strisce più chiare al loro interno. Di solito, il disegno delle macchie non si estende oltre i garretti e raramente raggiunge gli zoccoli. Un'altra caratteristica distintiva è lo sviluppo di cinque ossiconi in alcuni individui. [ 30 ] Si stima che ne rimangano circa 1.500 individui allo stato brado, mentre oltre 450 esemplari sono ospitati in zoo [ 32 ] . Tuttavia, un'analisi genetica condotta nel settembre 2016 ha suggerito che la giraffa di Rothschild potrebbe essere conspecifica con la giraffa della Nubia ( G. c. camelopardalis ). [ 24 ] | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa dell'Africa occidentale ( G. peralta ), [ 36 ] [ 37 ] anche conosciuta come giraffa del Niger | La giraffa dell'Africa occidentale ( G. c. peralta ) è endemica del sud-ovest del Niger [ 20 ] . Questa sottospecie si distingue per una colorazione più chiara rispetto alle altre [ 38 ] , con macchie rosse di forma lobata che si estendono oltre i garretti. Gli ossiconi sono più lunghi rispetto a quelli delle altre sottospecie, e nei maschi si osservano bernoccoli mediali ben sviluppati [ 30 ] . Con circa 450 esemplari rimasti in natura, è la sottospecie di giraffa più minacciata [ 31 ] . In passato, si credeva che le giraffe presenti in Camerun appartenessero a questa sottospecie, ma studi successivi le hanno identificate come G. c. antiquorum [ 29 ] . Questo errore ha generato confusione anche riguardo agli esemplari presenti negli zoo. Tuttavia, nel 2007, è stato stabilito che tutte le presunte G. c. peralta ospitate negli zoo europei appartenevano in realtà a G. c. antiquorum [ 29 ] . Lo stesso studio del 2007 ha rivelato che la giraffa dell'Africa occidentale è geneticamente più vicina alla giraffa di Rothschild che alla giraffa di Kordofan. I suoi antenati potrebbero aver migrato dall'Africa orientale verso il Nord Africa, stabilendosi nella sua attuale distribuzione durante l'avanzamento del deserto del Sahara. Durante l' Olocene (prima del 5000 a.C.), il lago Ciad potrebbe aver agito come una barriera naturale, separando le giraffe dell'Africa occidentale da quelle del Kordofan [ 29 ] . | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa settentrionale ( G. camelopardalis ) | Giraffa reticolata ( G. reticulata ), [ 39 ] anche conosciuta come giraffa somala o giraffa della Somalia | Giraffa reticolata ( G. reticulata ), [ 39 ] anche conosciuta come giraffa somala o giraffa della Somalia | La giraffa reticolata ( G. reticulata ) è originaria del Kenya nord-orientale, dell'Etiopia meridionale e della Somalia [ 31 ] . Questa sottospecie si distingue per la sua caratteristica colorazione, con macchie poligonali di colore bruno-rossastro dai margini spigolosi, separate da una rete di sottili linee bianche. In alcuni casi, le macchie possono estendersi fino ai garretti, e nei maschi si osservano la presenza di un bernoccolo mediale [ 30 ] . Si stima che in natura sopravvivano al massimo 8.700 esemplari [ 31 ] . Inoltre, secondo i dati dell'International Species Information System, oltre 450 esemplari di giraffa reticolata sono ospitati in zoo. [ 32 ] Uno studio del 2024 ha scoperto che la giraffa reticolata è il risultato dell' ibridazione tra le linee di giraffe settentrionali e meridionali. [ 27 ] | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa meridionale ( G. giraffa ) | Giraffa meridionale ( G. giraffa ) | Giraffa dell'Angola ( G. angolensis ), anche conosciuta come giraffa della Namibia | La giraffa dell'Angola ( G. g. angolensis ) è presente nella Namibia settentrionale, nello Zambia sud-occidentale, nel Botswana e nello Zimbabwe occidentale. Uno studio genetico del 2009 ha suggerito che le popolazioni del deserto del Namib settentrionale e del Parco Nazionale di Etosha potrebbero appartenere a una sottospecie distinta [ 40 ] . Questa sottospecie si caratterizza per grandi macchie marroni con bordi che possono essere leggermente frastagliati o presentare prolungamenti angolari. Il disegno a macchie si estende su tutte le zampe ma non sulla parte superiore della faccia, mentre le macchie su collo e posteriore tendono a essere più piccole. Un'altra particolarità è la presenza di una macchia bianca sull'orecchio [ 30 ] . Si stima che in natura ne rimangano al massimo 13.500 esemplari [ 31 ] , mentre circa 20 sono ospitati in zoo [ 32 ] . | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa meridionale ( G. giraffa ) | Giraffa meridionale ( G. giraffa ) | Giraffa del Sudafrica ( G. giraffa ) [ 41 ] anche conosciuta come giraffa del Capo | La giraffa del Sudafrica ( G. g. giraffa ) si trova nel Sudafrica settentrionale, nel Botswana meridionale, nello Zimbabwe meridionale e nel Mozambico sud-occidentale [ 31 ] . Questa sottospecie è caratterizzata da macchie scure, generalmente arrotondate, con sottili proiezioni, su una colorazione di fondo fulva. Scendendo lungo le zampe, le macchie diventano progressivamente più piccole. Nei maschi, il bernoccolo mediale è meno sviluppato rispetto ad altre sottospecie [ 30 ] . Si stima che in natura sopravvivano al massimo 39.000 esemplari [ 31 ] , mentre circa 45 sono ospitati in zoo [ 32 ] . | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa masai ( G. tippelskirchi ) | Giraffa masai ( G. tippelskirchi ) | Giraffa masai ( G. tippelskirchi ), [ 42 ] anche nota come giraffa del Kilimanjaro | La giraffa masai ( G. t. tippelskirchi ) vive principalmente nel Kenya centrale e meridionale e in Tanzania [ 31 ] . Questa sottospecie si distingue per le sue caratteristiche macchie irregolari e frastagliate, simili a stelle, che si estendono fino agli zoccoli. Nei maschi è solitamente presente un bernoccolo mediale [ 30 ] [ 43 ] . Si ritiene che in natura sopravvivano al massimo 32.500 esemplari [ 31 ] , mentre circa 100 sono ospitati in zoo [ 32 ] . | |
| Giraffa (G. camelopardalis) [ 4 ] | Giraffa masai ( G. tippelskirchi ) | Giraffa masai ( G. tippelskirchi ) | Giraffa di Thornicroft (" G. thornicrofti ", in onore di Harry Scott Thornicroft), [ 44 ] anche conosciuta come giraffa di Luangwa , o giraffa della Rhodesia | La giraffa di Thornicroft ( G. t. thornicrofti ) è una sottospecie endemica della valle del Luangwa , nello Zambia orientale [ 31 ] . Le sue macchie, di forma frastagliata e leggermente simili a stelle, possono estendersi o meno lungo le zampe. Nei maschi, il bernoccolo mediale è poco sviluppato [ 30 ] . Si stima che ne rimangano al massimo 1.500 esemplari in natura [ 31 ] , mentre non esistono individui in cattività [ 32 ] . | |

Le giraffe reticolate e masai mostrano una maggiore diversità nel DNA mitocondriale, un dato che suggerisce che le giraffe abbiano avuto origine nell'Africa orientale. Le popolazioni più settentrionali risultano geneticamente più vicine alle giraffe reticolate, mentre quelle meridionali sono più strettamente imparentate con le giraffe masai. Inoltre, sembra che le giraffe scelgano i propri partner in base a un disegno del mantello simile, un tratto che si imprime nella loro memoria durante l'infanzia.cite-ref-geneticstructure-19-2[19].

Queste scoperte hanno importanti implicazioni per la conservazione delle giraffe. David Brown, autore principale dello studio, ha riassunto la situazione in un'intervista a mwayaBBC News, affermando: «Riunire tutte le giraffe in un'unica specie nasconde il fatto che alcune razze siano sull'orlo dell'estinzione. Alcune di queste popolazioni contano appena poche centinaia di esemplari e necessitano di immediata protezione»cite-ref-45[45].

Per quanto riguarda la giraffa dell'Africa occidentale, essa risulta più strettamente imparentata con le giraffe di Rothschild e con quelle reticolate, piuttosto che con la giraffa del Kordofan. I suoi antenati potrebbero aver migrato dall'Africa orientale verso l'Africa settentrionale, raggiungendo infine il suo attuale areale con l'avanzare del deserto del Sahara. Durante l'mwayyOlocene, il mwayclago Ciad, al culmine della sua estensione, potrebbe aver agito come una barriera naturale, separando le giraffe dell'Africa settentrionale da quelle del Kordofancite-ref-westafricagiraffe-29-5[29].

Specie estinte

In passato, esistevano anche sette specie estinte di giraffe. La prima specie estinta ad essere descritta fu la mwazqGiraffa sivalensis del mwazuPakistan, il cui mwazyolotipo fu rivalutato come una vertebra di specie separate all'interno del genere che inizialmente era stato descritto come un fossile della giraffa vivente.cite-ref-sittert2015-46-0[46] Un'altra specie estinta, la mwazsGiraffa punjabiensis, è anch'essa nota dal Pakistan.cite-ref-47[47] Altre quattro specie estinte valide di mwa0aGiraffa conosciute dall'Africa sono la mwa0eGiraffa gracilis, la mwa0iGiraffa jumae, la mwa0mGiraffa pygmaea e la mwa0qGiraffa stillei.cite-ref-danowitz2015-48-0[48] "G." mwa0kpomeli dell'mwa0oAlgeria e della mwa0sTunisia non è una specie di mwa0wGiraffinae, ma una specie di Palaeotraginae correlata a mwa04mwa08Mitilanotherium.cite-ref-49[49]

• †mwa1yGiraffa gracilis
• †mwa1kGiraffa jumae
• †mwa1wGiraffa priscilla
• †mwa18Giraffa punjabiensis
• †mwa2iGiraffa pygmaea
• †mwa2uGiraffa sivalensis
• †mwa2gGiraffa stillei

Un'altra specie, mwa2sG. attica, in precedenza classificata nel genere mwa2wGiraffa, è stata riclassificata nel 1929 come mwa20mwa24Bohlinia attica.

Descrizione e anatomia

Le giraffe adulte possono raggiungere un'altezza compresa tra i 4 e i 6 metri, con i maschi che risultano più alti delle femminecite-ref-dagg1971-17-2[17]. Il peso medio è di circa 1.200mwa4a kg per i maschi e 800mwa4e kg per le femminecite-ref-skinner1990-50-0[50], con valori massimi registrati rispettivamente di 1.930mwa4y kg e 1.289mwa4c kgcite-ref-owensmith1988-51-0[51]. Nonostante il collo e le zampe siano estremamente lunghi, il corpo della giraffa è relativamente cortocite-ref-anatomy-52-0[52].

I grandi occhi bulbosi, posizionati ai lati della testa, garantiscono all'animale una visione a tutto campo da grande altezzacite-ref-williams-53-0[53]. Le giraffe vedono a coloricite-ref-williams-53-1[53] e possiedono un udito e un mwa5kolfatto altamente sviluppaticite-ref-prothero-2003-18-2[18]. Grazie a muscoli specializzati, possono chiudere le narici per proteggersi dalle tempeste di sabbia e dalle formichecite-ref-williams-53-2[53]. La loro lingua mwa6iprensile, lunga circa 40-50mwa6m cm, ha una colorazione nero-violacea che potrebbe proteggerla dal calore del sole. Questa lingua è utilizzata per strappare il fogliame e per la pulizia del corpo e del nasocite-ref-williams-53-3[53]. Anche il labbro superiore è prensile e, come la lingua, serve per manipolare il cibo. Inoltre, le labbra, la lingua e l'interno della bocca sono ricoperti da mwa6gpapille che proteggono dalle spine delle piantecite-ref-dagg1971-17-3[17].

Il manto della giraffa è ricoperto da chiazze scure (di colore arancio, mwa7gcastano, marrone o quasi nerocite-ref-prothero-2003-18-3[18]) separate da peli chiari (bianchi o color mwa70cremacite-ref-prothero-2003-18-4[18]). Nei maschi, il manto tende a scurirsi con l'etàcite-ref-estes-43-1[43]. Questo disegno è utile per il mwa8ycamuffamento, consentendo all'animale di mimetizzarsi tra il chiaro e lo scuro della savana alberatacite-ref-macdonald-44-1[44]. Nonostante ciò, le giraffe adulte fanno maggior affidamento sulla loro altezza e sulla capacità di difendersi piuttosto che sul camuffamento, che risulta più importante per i piccolicite-ref-mitchell20003-12-7[12]. La pelle sotto le macchie scure potrebbe favorire la mwa88termoregolazione, grazie a un complesso sistema di vasi sanguigni e ghiandole sudoriparecite-ref-mitchell2004-54-0[54]. Ogni giraffa ha un disegno del mantello unicocite-ref-estes-43-2[43]. La pelle, per lo più grigiacite-ref-skinner1990-50-1[50], è molto spessa, permettendo all'animale di attraversare boscaglie spinose senza ferirsicite-ref-williams-53-4[53].

Il pelo della giraffa contiene sostanze repellenti per i parassiti, conferendole un odore caratteristico. Sono stati identificati almeno 11 mwa-ecomposti aromatici principali nel pelo, con l'mwa-iindolo e il mwa-mβ-metilindolo responsabili della maggior parte dell'odore. Nei maschi l'odore è più pungente, suggerendo una possibile funzione sessualecite-ref-55[55].

Lungo il collo corre una criniera composta da brevi peli eretticite-ref-dagg1971-17-4[17]. La coda, lunga circa un metro, termina con un ciuffo di peli neri ed è utilizzata per scacciare gli insetticite-ref-williams-53-5[53].

Cranio e ossiconi

In entrambi i sessi delle giraffe sono presenti strutture prominenti simili a corna, chiamate mwa-mossiconi. Questi sono formati da mwa-qcartilagine ossificata ricoperta di pelle e fusi al cranio all'altezza delle mwa-uossa parietalicite-ref-estes-43-3[43]. Essendo mwa-ovascolarizzati, gli ossiconi possono avere un ruolo nella termoregolazionecite-ref-mitchell2004-54-1[54] e sono utilizzati nei combattimenti tra maschicite-ref-sim2010-56-0[56].

L'aspetto degli ossiconi varia in base al sesso e all'età. Nelle femmine e nei giovani sono sottili e presentano ciuffi di peli alla sommità, mentre nei maschi adulti terminano con una sorta di pomello e tendono a essere glabri sulla sommitàcite-ref-estes-43-4[43]. Inoltre, nei maschi è presente un bernoccolo mediale più prominente, che emerge dalla regione anteriore del mwbagcraniocite-ref-dagg1971-17-5[17]. Con l'avanzare dell'età, i maschi sviluppano depositi di mwba0calcio che formano bozzi sul cranio, rendendolo più pesante e simile a una mazza, caratteristica che li avvantaggia nei combattimenticite-ref-prothero-2003-18-5[18].

Il cranio della giraffa è alleggerito dalla presenza di numerosi mwbbmseni paranasalicite-ref-anatomy-52-1[52], ma nei maschi diventa progressivamente più massiccio con l'etàcite-ref-estes-43-5[43]. La mascella superiore è dotata di un mwbbwpalato scanalato e priva di denti anterioricite-ref-williams-53-6[53], mentre i mwbcemolari hanno una superficie ruvida, adatta per triturare il cibocite-ref-williams-53-7[53].

Zampe, locomozione e postura

Le zampe anteriori e posteriori della giraffa hanno all'incirca la stessa lunghezza. Il mwbcgradio e l'mwbckulna delle zampe anteriori sono articolate dal mwbcocarpo, una struttura che, pur essendo l'equivalente del polso umano, funziona come un ginocchiocite-ref-57[57]. Un mwbc8legamento sospensorio sembra aiutare le zampe, apparentemente esili, a sostenere il notevole peso dell'animalecite-ref-58[58]. I piedi della giraffa hanno un diametro di 25-30mwbdq cm, mentre gli mwbduzoccoli misurano 15-20mwbdy cm di altezza nei maschi e 10-15mwbdc cm nelle femminecite-ref-williams-53-8[53]. Il retro di ciascuno zoccolo è più basso e il mwbdwnodello è posizionato vicino al terreno, offrendo ulteriore sostegno al pesocite-ref-dagg1971-17-6[17]. Le giraffe non possiedono cuscinetti o ghiandole interdigitali. Il bacino è relativamente stretto, ma l'mwbeeilio si allarga alle estremità superioricite-ref-dagg1971-17-7[17].

La giraffa ha due mwbecandature principali: il passo e il galoppo. Nel passo, solleva prima le due zampe dello stesso lato e poi quelle dell'altro latocite-ref-estes-43-6[43]. Durante il galoppo, le zampe posteriori si spingono in avanti fino a oltrepassare quelle anteriori, che si muovono poi in avanticite-ref-prothero-2003-18-6[18]; contemporaneamente, la coda si raggomitolacite-ref-estes-43-7[43]. In entrambe le andature, i movimenti del collo aiutano a bilanciare il peso del corpo: quando le zampe avanzano, il collo si muove in avanti, mentre quando le zampe toccano terra, il collo si sposta all'indietrocite-ref-kingdon1988-38-1[38]. La giraffa può raggiungere una velocità di 60mwbfg km/h in brevi sprintcite-ref-59[59] e mantenere una velocità di 50mwbf0 km/h per diversi chilometricite-ref-60[60].

La giraffa riposa sdraiandosi con il corpo sulle zampe piegatecite-ref-kingdon1988-38-2[38]. Per sdraiarsi, si inginocchia prima sulle zampe anteriori, abbassando poi il resto del corpo, e per rialzarsi compie il movimento inverso. A ogni passo, l'animale oscilla la testa per bilanciare il movimentocite-ref-williams-53-9[53]. In cattività, la giraffa dorme in media 4,6 ore al giorno, principalmente di nottecite-ref-sleep-61-0[61]. Solitamente dorme sdraiata, ma gli esemplari più anziani possono anche dormire in piedi. Durante le fasi di "sonno profondo", spesso sdraiata, piega il collo all'indietro e appoggia la testa sul fianco o sulla coscia, una posizione che suggerisce un mwbg8sonno paradossocite-ref-sleep-61-1[61].

Quando beve, la giraffa deve allargare le zampe anteriori o piegare le ginocchia per raggiungere il livello dell'acquacite-ref-estes-43-8[43]. Non è considerata una buona nuotatrice: le sue lunghe zampe rappresentano un ostacolo in acqua, rendendo difficile mantenere il corpo in equilibrio e il collo e la testa sopra la superficiecite-ref-swim-62-0[62]. Tuttavia, potrebbe essere in grado di galleggiare, sebbene con difficoltàcite-ref-naish-63-0[63].

Collo

La giraffa ha un collo estremamente lungo, che può raggiungere i 2–2,4 metri di lunghezza, rendendolo il principale responsabile della straordinaria altezza dell'animalecite-ref-williams-53-10[53]cite-ref-64[64]. Questa lunghezza deriva dall'estensione delle mwbi8vertebre cervicali, non da un numero maggiore di vertebre. Ogni vertebra cervicale misura oltre 28mwbja cm di lunghezzacite-ref-anatomy-52-2[52], costituendo il 52-54% della lunghezza totale della mwbjucolonna vertebrale, rispetto al 27-33% degli altri grandi ungulati, compreso l'mwbjyokapi, il parente più stretto della giraffacite-ref-bada-16-1[16]. L'allungamento del collo avviene principalmente dopo la nascita, poiché partorire piccoli con colli di dimensioni adulte rappresenterebbe una grande difficoltà per le femminecite-ref-van-65-0[65]. La testa e il collo della giraffa sono sostenuti da potenti muscoli e da un mwbj8legamento nucale ancorato ai lunghi processi dorsali delle mwbkavertebre toraciche anteriori, creando l'impressione di una gobbacite-ref-dagg1971-17-8[17].

Le vertebre del collo della giraffa presentano mwbkoenartrosicite-ref-anatomy-52-3[52], con l'articolazione mwbk8atlante-mwblaepistrofeo (C1 e C2) che consente movimenti verticali, permettendo all'animale di raggiungere i rami più alti con la linguacite-ref-williams-53-11[53]. L'articolazione tra le vertebre cervicali e toraciche si trova tra T1 e T2, invece che tra C7 e T1 come negli altri ruminanticite-ref-bada-16-2[16]cite-ref-van-65-1[65]. Questo posizionamento consente a C7 di contribuire all'allungamento del collo, dando l'impressione che T1 sia una vertebra cervicale aggiuntivacite-ref-66[66]. Tuttavia, T1 è classificata come toracica perché articolata con una mwbmecosta, e variazioni nel numero di vertebre cervicali nei mammiferi sono generalmente associate a problemi neurologici e malattiecite-ref-bada-16-3[16].

Due principali teorie cercano di spiegare l'evoluzione del lungo collo della giraffacite-ref-sim2010-56-1[56]. La cosiddetta «ipotesi della competizione tra brucatori», proposta originariamente da mwbmsCharles Darwin, sostiene che il collo lungo si sia evoluto per consentire alle giraffe di accedere a risorse alimentari fuori dalla portata di altri brucatori, come kudù, mwbmwraficeri e mwbm0impala. Le giraffe possono nutrirsi fino a 4,5 metri di altezza, mentre brucatori come il kudù raggiungono al massimo i 2 metricite-ref-dt1990-67-0[67]. Studi suggeriscono che la competizione sia più intensa ai livelli inferiori della vegetazione, e le giraffe possono alimentarsi in modo più efficiente tra i rami alticite-ref-68[68]cite-ref-69[69]. Tuttavia, non c'è consenso su quanto tempo le giraffe trascorrano nutrendosi a livelli superiori rispetto agli altri brucatoricite-ref-sim1996-15-1[15]cite-ref-sim2010-56-2[56]cite-ref-dt1990-67-1[67]cite-ref-sexdiff-70-0[70]. Inoltre, uno studio del 2010 ha evidenziato che le giraffe con colli più lunghi hanno maggiori probabilità di morire durante i periodi di siccità, probabilmente a causa della maggiore richiesta di nutrienti per mantenere il collo lungocite-ref-demography-71-0[71].

L'altra ipotesi, quella della mwbo8selezione sessuale, suggerisce che il collo lungo si sia evoluto come mwbpacarattere sessuale secondario per avvantaggiare i maschi nei combattimenti di mwbpenecking, in cui usano il collo per stabilire gerarchie e ottenere accesso alle femmine sessualmente recettivecite-ref-sim1996-15-2[15]. I maschi hanno colli più lunghi e pesanti rispetto alle femmine della stessa etàcite-ref-sim1996-15-3[15]cite-ref-sim2010-56-3[56], e non partecipano ad altre forme di combattimentocite-ref-sim1996-15-4[15]. Tuttavia, questa teoria non spiega perché anche le femmine abbiano colli lunghicite-ref-72[72].

Struttura interna

Nei mammiferi, il mwbqwnervo laringeo ricorrente sinistro è più lungo del destro, e nella giraffa raggiunge una lunghezza eccezionale di oltre 2 metricite-ref-73[73], mentre il destro supera di 30mwbre cm il primo. Questi nervi sono più i lunghi tra tutti gli animali viventicite-ref-wedel-74-0[74]. Ogni cellula nervosa che li compone parte dal mwbrytronco encefalico, scende lungo il collo attraverso il mwbrcnervo vago, si ramifica nel nervo laringeo ricorrente e risale fino alla laringe, raggiungendo nelle giraffe più grandi una lunghezza complessiva di quasi 5 metricite-ref-wedel-74-1[74]. Il cervello della giraffa ha una struttura simile a quella del bovino domesticocite-ref-williams-53-12[53].

Nonostante la sua mole, la giraffa ha un volume polmonare relativamente limitato a causa della forma dello scheletrocite-ref-skinnerjd2011-75-0[75]. Il lungo collo aumenta il volume dello spazio morto respiratorio, aggravato dal ridotto lume della trachea, che aumenta la resistenza al flusso d'aria. Tuttavia, l'animale riesce comunque a fornire sufficiente ossigeno ai suoi tessuticite-ref-skinnerjd2011-75-1[75].

Il mwbs4sistema circolatorio delle giraffe presenta adattamenti unici per la sua altezza. Il cuore, che pesa più di 11mwbs8 kg e misura circa 60mwbta cm di lunghezza, deve generare una pressione sanguigna doppia rispetto a quella umana per pompare sangue fino al cervello. Per farlo, ha pareti spesse fino a 7,5mwbte cmcite-ref-prothero-2003-18-7[18]. La frequenza cardiaca, nonostante le dimensioni dell'animale, è sorprendentemente alta, raggiungendo i 150 battiti al minutocite-ref-anatomy-52-4[52].

Nella parte superiore del collo, una mwbtsrete mirabile regola l'afflusso di sangue al cervello, evitando danni quando la giraffa abbassa la testacite-ref-macdonald-44-2[44]. Inoltre, le mwbuavene giugulari contengono numerose valvole (solitamente sette) per impedire il reflusso del sangue dalla mwbuevena cava inferiore e dall'mwbuiatrio destrocite-ref-76[76]. Nelle zampe inferiori, i vasi sanguigni sono sottoposti a forte pressione a causa del peso del sangue. Questo problema è mitigato da una pelle spessa e aderente, che impedisce l'accumulo eccessivo di sangue in quella zonacite-ref-macdonald-44-3[44].

La giraffa è dotata di mwbuwmuscoli esofagei particolarmente forti, che facilitano il rigurgito del cibo durante la mwbu0ruminazionecite-ref-anatomy-52-5[52]. Come tutti i ruminanti, possiede uno stomaco tetracamerato, con una prima camera adattata alla sua dieta specializzatacite-ref-dagg1971-17-9[17]. L'intestino della giraffa è lungo fino a 80 metricite-ref-dagg1971-17-10[17], con intestino tenue e crasso di lunghezza similecite-ref-77[77]. Il fegato è piccolo e compattocite-ref-anatomy-52-6[52], mentre la cistifellea, presente durante la vita fetale, spesso scompare prima della nascitacite-ref-dagg1971-17-11[17]cite-ref-78[78]cite-ref-79[79].

Comportamento ed ecologia

Habitat e alimentazione

Le giraffe vivono principalmente in mwbxusavane, mwbxypraterie e mwbxcboschi aperti. Preferiscono le boscaglie di mwbxgmwbxkAcacia, mwbxomwbxsCommiphora e mwbxwmwbx0Combretum, così come le macchie aperte di mwbx4mwbx8Terminalia, evitando ambienti più fitti come le boscaglie di mwbyamwbyeBrachystegiacite-ref-kingdon1988-38-3[38]. La giraffa dell'Angola, tuttavia, può adattarsi anche a zone desertichecite-ref-80[80].

La dieta delle giraffe si basa principalmente sui ramoscelli degli alberi, in particolare dei generi mwbysAcacia, mwbywCommiphora e mwby0Terminaliacite-ref-kingdon-9-1[9], che forniscono importanti fonti di calcio e proteine, essenziali per sostenere il loro rapido tasso di crescitacite-ref-mitchell20003-12-8[12]. Inoltre, si nutrono di arbusti, erba e frutticite-ref-kingdon1988-38-4[38], consumando in media circa 34mwbzo kg di foglie al giornocite-ref-estes-43-9[43]. Quando sono agitate, possono strappare e masticare pezzi di corteccia dai rami. Sebbene siano mwbz8erbivore, è noto che occasionalmente visitino mwbaacarcasse per leccare carne essiccata dalle ossacite-ref-kingdon1988-38-5[38].

Durante la stagione umida, il cibo abbondante consente loro di disperdersi su vasta aree, mentre nella stagione secca si concentrano attorno agli alberi e agli arbusti sempreverdi rimasticite-ref-kingdon-9-2[9]. Le madri tendono ad alimentarsi in aree aperte per individuare più facilmente i predatori, anche se ciò può ridurre l'efficienza della nutrizionecite-ref-sexdiff-70-1[70]. Come mwba4ruminanti, le giraffe masticano il cibo per poi rigurgitarlo come bolo alimentare predigerito nel rumine, che viene ulteriormente masticatocite-ref-anatomy-52-7[52]. Durante l'alimentazione, è comune che salivino abbondantementecite-ref-williams-53-13[53]. Grazie all'efficienza del loro sistema digestivo e alla ricchezza di nutrienti nelle foglie, richiedono meno cibo rispetto a molti altri erbivoricite-ref-kingdon-9-3[9]. Le feci delle giraffe si presentano sotto forma di piccole pallinecite-ref-dagg1971-17-12[17]. Quando hanno accesso all'acqua, bevono ogni tre giorni o menocite-ref-estes-43-10[43].

Le giraffe hanno un impatto significativo sulla vegetazione, rallentando la crescita degli alberi giovani e modellando gli alberi più alti in una caratteristica forma "a parasole"cite-ref-estes-43-11[43]. Il foraggiamento è più intenso nelle prime e ultime ore del giorno, mentre nel resto del tempo riposano e ruminano. La ruminazione è particolarmente frequente durante la notte, quando la giraffa trascorrono più tempo sdraiatecite-ref-estes-43-12[43].

Vita sociale e abitudini riproduttive

Sebbene le giraffe vivano generalmente in gruppi, la composizione di queste unità è aperta e in continua evoluzionecite-ref-manyara-81-0[81]. I legami sociali tra i membri sono deboli, e le aggregazioni cambiano frequentemente, con membri che si uniscono o si separano ogni poche ore. Per scopi di ricerca, un «gruppo» è definito come una raccolta di individui distanti meno di un chilometro l'uno dall'altro e che si muovono nella stessa direzione generalecite-ref-pratt-1985-82-0[82]. Un gruppo può arrivare a contare fino a 32 individuicite-ref-manyara-81-1[81].

I gruppi più stabili sono quelli composti da madri e dai loro piccolicite-ref-pratt-1985-82-1[82], che possono durare settimane o mesicite-ref-leuthold-1979-83-0[83]. In questi gruppi, la coesione sociale è mantenuta dai legami tra i piccolicite-ref-kingdon1988-38-6[38]cite-ref-pratt-1985-82-2[82]. Esistono anche gruppi misti, formati da femmine adulte e maschi giovanicite-ref-pratt-1985-82-3[82]. I maschi subadulti sono particolarmente socievoli e spesso si cimentano in combattimenti simulati, ma i maschi adulti tendono a diventare più solitari con l'etàcite-ref-leuthold-1979-83-1[83]. Le giraffe non sono territorialicite-ref-dagg1971-17-13[17], ma possiedono domini vitalicite-ref-estes-43-13[43]. Di tanto in tanto, i maschi si allontanano dalle loro aree abitualicite-ref-kingdon1988-38-7[38].

La riproduzione delle giraffe è prevalentemente poligama. Solo pochi maschi anziani riescono ad accoppiarsi con le femmine fertili. I maschi valutano la fertilità delle femmine annusandone l'urina attraverso il comportamento noto come mwbgqflehmen, che consente loro di individuare le femmine in mwbguestrocite-ref-pratt-1985-82-4[82]cite-ref-leuthold-1979-83-2[83]. Essi tendono a preferire femmine giovani-adulte rispetto a quelle più giovani o anzianecite-ref-pratt-1985-82-5[82]. Quando trovano una femmina in estro, i maschi iniziano il corteggiamento, durante il quale i maschi dominanti tengono a bada quelli subordinaticite-ref-leuthold-1979-83-3[83]. L'accoppiamento avviene con il maschio che si erge sulle zampe posteriori e appoggia le zampe anteriori sui fianchi della femmina, mantenendo la testa sollevatacite-ref-estes-43-14[43].

Le giraffe sono generalmente silenziose e non vocali, ma utilizzano una varietà di suoni per comunicare. Durante il corteggiamento, i maschi emettono forti colpi di tossecite-ref-estes-43-15[43]. Le femmine muggiscono per richiamare i piccoli, che a loro volta emettono sbuffi, belati, muggiti e suoni simili a miagolii. Le giraffe possono anche russare, sibilare, gemere ed emettere suoni simili a fischicite-ref-estes-43-16[43]. Inoltre, sono in grado di comunicare su lunghe distanze utilizzando gli mwbiminfrasuonicite-ref-84[84].

Nascita e cure parentali

La mwbi4gestazione della giraffa dura circa 15 mesi, al termine dei quali solitamente nasce un unico piccolo, sebbene i parti gemellari non siano del tutto sconosciuticite-ref-ap-85-0[85]. La madre partorisce stando in piedi, e il piccolo emerge rompendo le membrane fetali con la testa e le zampe anteriori, cadendo poi a terra e recidendo il mwbjmcordone ombelicalecite-ref-dagg1971-17-14[17]. Subito dopo, la madre pulisce il neonato e lo aiuta a sollevarsi in piedicite-ref-williams-53-14[53]. Alla nascita, una giraffa è già alta circa 1,8 metri. Nel giro di poche ore, il piccolo è in grado di correre e diventa quasi indistinguibile da un esemplare di una settimana. Durante le prime 1-3 settimane, tuttavia, tende a restare nascosto, sfruttando il suo mantello per mimetizzarsicite-ref-langman-1977-86-0[86]. Gli ossiconi, appiattiti durante la gestazione, si erigono pochi giorni dopo la nascitacite-ref-estes-43-17[43].

Le madri con i loro piccoli si riuniscono in mandrie-nido, muovendosi e brucando insieme. In questi gruppi, le madri possono affidare i piccoli a un'altra femmina mentre si allontanano per nutrirsi o berecite-ref-langman-1977-86-1[86]. I maschi adulti non partecipano all'allevamento dei piccolicite-ref-kingdon1988-38-8[38], ma possono interagire con loro in modo amichevolecite-ref-pratt-1985-82-6[82]. I piccoli sono continuamente esposti al rischio di predazione. Le madri li proteggono sovrastandoli con la loro mole e scalciando verso i predatori che si avvicinano troppocite-ref-estes-43-18[43]. Quando rilevano una minaccia, le femmine che sorvegliano un asilo nido allertano principalmente i propri piccoli, ma l'intero gruppo reagisce seguendolecite-ref-langman-1977-86-2[86].

Il legame tra madre e piccolo varia, ma può durare fino al parto successivocite-ref-langman-1977-86-3[86]. L'allattamento, invece, può durare da appena un mesecite-ref-kingdon1988-38-9[38] fino a un anno interocite-ref-estes-43-19[43]cite-ref-leuthold-1979-83-4[83]. Le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai quattro anni, mentre i maschi diventano maturi tra i quattro e i cinque anni. Tuttavia, i maschi devono spesso attendere almeno fino ai sette anni per avere l'opportunità di accoppiarsi, a causa della competizione con i maschi più anzianicite-ref-estes-43-20[43]cite-ref-williams-53-15[53].

Il necking

I maschi si confrontano in combattimenti, a volte violenti, durante tutto l'anno. Questi scontri, noti in inglese come mwbnknecking, coinvolgono principalmente l'uso del collo. Solitamente, la lotta inizia quando un maschio provocatore si avvicina a un altro maschio, ponendosi davanti a lui in posizione eretta e rigida sulle zampecite-ref-sim1996-15-5[15]. Se il rivale risponde assumendo lo stesso atteggiamento, il combattimento ha inizio.

La sfida inizialmente si svolge in modo ritualizzato: i due maschi si posizionano fianco a fianco, con le zampe divaricate, muovendosi lentamente nello stesso senso o in direzioni opposte. Incurvando il collo, cominciano a colpirsi reciprocamente con forza, utilizzando gli ossiconi. Successivamente, cercano di sospingere il corpo contro il fianco dell'avversario per destabilizzarlo. Se i primi colpi non bastano, la violenza aumenta e i suoni degli impatti possono essere uditi anche a centinaia di metri di distanzacite-ref-estes-43-21[43].

Per colpire, il maschio dondola la testa con forza, ma questo movimento riduce la precisione, permettendo all'avversario di schivare facilmente l'urto. La maggior parte dei colpi non raggiunge il bersaglio e, di solito, questi scontri non provocano gravi conseguenzecite-ref-estes-43-22[43]. I maschi non usano mai calci o morsi contro i rivali, riservando tali tecniche ai predatoricite-ref-kingdon1988-38-10[38]. La lotta termina con la fuga di uno dei contendenticite-ref-sim1996-15-6[15]. Il vincitore non lo insegue, ma può talvolta simulare un accoppiamento per confermare il suo predominio.

Le interazioni tra maschi sono sorprendentemente frequenti e, in alcuni casi, più comuni degli accoppiamenti eterosessualicite-ref-87[87]. Uno studio ha rilevato che fino al 94% delle monte osservate avvenivano tra maschi, con una percentuale di attività omosessuali che variava tra il 30 e il 75% a seconda del contesto. Le monte omosessuali tra femmine rappresentavano solo l'1% del totalecite-ref-88[88].

Mortalità e salute

Le giraffe hanno una longevità sorprendentemente maggiore rispetto ad altri ruminanti, potendo vivere in natura fino a 25 annicite-ref-89[89]cite-ref-macdonald-44-4[44]. Grazie alle loro grandi dimensioni, alla vista acuta e ai potenti calci, le giraffe adulte sono generalmente al sicuro dai predatoricite-ref-estes-43-23[43]. Tuttavia, possono cadere vittima dei mwbqsleoni, che rappresentano una minaccia costante e regolare, ad esempio, nel mwbqwParco Nazionale Krugercite-ref-90[90]. Anche i mwbrecoccodrilli del Nilo possono costituire un pericolo, soprattutto quando le giraffe sono costrette ad abbassare la testa per berecite-ref-williams-53-16[53]. I piccoli, invece, sono molto più vulnerabili degli adulti e spesso preda di mwbryleopardi, mwbrcghepardi, mwbrgiene macchiate e mwbrklicaonicite-ref-prothero-2003-18-8[18]. Solo il 25-50% dei piccoli riesce a sopravvivere fino all'età adulta.

Le giraffe sono spesso infestate da vari parassiti, tra cui le mwbr8zecche, che si concentrano principalmente nelle aree attorno ai genitali, dove la pelle è più sottilecite-ref-dagg1971-17-15[17]. Le specie di zecche più comuni comprendono i generi mwbsqHyalomma, mwbsumwbsyAmblyomma e mwbscRhipicephalus. Per ridurre l'infestazione, le giraffe si affidano all'aiuto delle mwbsgbufaghe beccorosso e mwbskbeccogiallo, che non solo rimuovono i parassiti, ma fungono anche da sistema di allarme contro possibili pericoli.

Le giraffe ospitano anche numerosi parassiti interni e possono essere colpite da varie malattie. In passato, erano particolarmente vulnerabili alla mwbsspeste bovina, una malattia virale ora eradicatacite-ref-dagg1971-17-16[17].

Relazioni con l'uomo

Storia e significato culturale

Le giraffe hanno interagito con gli esseri umani per millenni, lasciando un'impronta profonda nella cultura di molte civiltà. I mwbtcsan dell'Africa meridionale praticano una danza curativa dedicata alla giraffa, utilizzata per trattare le malattie della testacite-ref-91[91]. L'altezza della giraffa è stata spesso spiegata attraverso mwbtwracconti popolari africani; uno di questi, proveniente dall'Africa orientale, narra che l'animale sarebbe diventato così alto dopo aver mangiato troppe erbe magichecite-ref-sim1996-15-7[15]cite-ref-92[92]. Raffigurazioni di giraffe si trovano nell'arte di numerosi popoli africani, tra cui i Kiffiani, gli mwbuuEgizi e i mwbuyNubiani di mwbucMeroecite-ref-williams-53-17[53]. Tra queste, spicca un'incisione rupestre a grandezza naturale creata dai Kiffiani, considerata il più grande petroglifo del mondocite-ref-williams-53-18[53]cite-ref-93[93]. Gli Egizi attribuirono alla giraffa un proprio mwbvqgeroglifico, "sr" in egizio antico e "mmy" in epoca successiva, e allevavano giraffe come animali da compagnia, trasportandole via nave nel Mediterraneocite-ref-williams-53-19[53].

mwbv4Greci e mwbv8Romani conoscevano le giraffe, che chiamavano mwbwacamelopardalis per la loro somiglianza a un ibrido tra mwbwecammello e leopardocite-ref-williams-53-20[53]. La prima giraffa giunta a Roma fu portata da mwbwyGiulio Cesare nel 46 a.C. e esibita al pubblicocite-ref-williams-53-21[53]. Con la mwbwscaduta dell'Impero romano d'Occidente, il trasporto di giraffe in Europa cessò fino al mwbwwMedioevo, quando gli arabi reintrodussero la giraffa come simbolo venerato per la sua forma unicacite-ref-prothero-2003-18-9[18].

Nel 1414, una giraffa fu trasportata dal porto di mwbxiMalindi al mwbxmBengala e poi in Cina dall'esploratore mwbxqZheng He, dove fu collocata in uno zoo della mwbxudinastia Ming e associata al mitico mwbxyQilincite-ref-williams-53-22[53]. Nel 1486, una mwbxsgiraffa donata a mwbxwLorenzo de' Medici generò grande entusiasmo a mwbx0Firenzecite-ref-94[94]. Un'altra celebre giraffa arrivò a Parigi nel XIX secolo come dono di mwbyiMohamed Ali d'mwbymEgitto a mwbyqCarlo X di Francia, diventando una celebrità e ispirando numerosi oggetti e opere chiamate "giraffanalia"cite-ref-williams-53-23[53].

Le giraffe continuano a ispirare la cultura moderna. mwbyoSalvador Dalí le rappresentò con la criniera mwbysin fiamme nei suoi dipinti surrealisti, considerandole simboli di mascolinità apocalitticacite-ref-williams-53-24[53]. Le giraffe sono anche protagoniste di numerosi racconti per bambini, come mwbzaLa giraffa che aveva paura dell'altezza di David A. Ufer, mwbzeLe giraffe non sanno danzare di Giles Andreae e mwbziIo, la giraffa e il pellicano di mwbzmRoald Dahl. Appaiono in vari film animati, tra cui mwbzqmwbzuDumbo, mwbzymwbzcIl re leone, mwbzgmwbzkMadagascar e mwbzomwbzsLe avventure di Zarafa - Giraffa giramondo. Sophie la Giraffa, un popolare massaggiagengive per bambini, è in commercio dal 1961, mentre Geoffroy la Giraffa è la mascotte della catena mwbzwToys "R" Uscite-ref-williams-53-25[53].

Dal punto di vista scientifico, le giraffe hanno contribuito a scoperte importanti. Le proprietà della loro pelle sono state studiate per progettare tute per gli mwb0iastronauti e piloti di caccia, utili a prevenire la perdita di coscienza causata dalla rapida redistribuzione del sanguecite-ref-anatomy-52-8[52]. Inoltre, informatici hanno utilizzato i disegni del mantello di alcune sottospecie come modello per meccanismi di mwb0creazione-diffusionecite-ref-95[95].

La giraffa è rappresentata anche nel cielo: la costellazione della mwb00Giraffa, introdotta nel XVII secolo, raffigura l'animalecite-ref-williams-53-26[53]. Per gli mwb1iTswana del mwb1mBotswana, la costellazione della mwb1qCroce del Sud rappresenta due giraffe: mwb1uAcrux e mwb1yMimosa formano il maschio, mentre mwb1cGacrux e mwb1gDelta Crucis rappresentano la femminacite-ref-96[96].

Importanza economica e stato di conservazione

Le giraffe sono state probabilmente un bersaglio comune per i cacciatori in tutta l'Africacite-ref-kingdon1988-38-11[38]. Diverse parti del loro corpo venivano utilizzate per scopi specifici: la carne era consumata come alimento, mentre i peli della coda venivano impiegati per realizzare mwb2cscacciamosche, braccialetti, collane e filicite-ref-dagg1971-17-17[17]cite-ref-kingdon1988-38-12[38]. Dalla pelle si ricavavano scudi, sandali e tamburi, e i tendini erano utilizzati come corde per strumenti musicalicite-ref-dagg1971-17-18[17]. In alcune culture, come quella del mwb3qBuganda, il fumo derivante dalla combustione della pelle di giraffa era usato dagli sciamani per trattare le epistassicite-ref-kingdon1988-38-13[38]. Gli humr del Sudan preparano una bevanda chiamata mwb3kUmm Nyolokh, utilizzando fegato e midollo osseo di giraffa. Questa bevanda, contenente spesso DMT e altre sostanze psicoattive derivate dalle piante consumate dalla giraffa (come l'acacia), può provocare allucinazioni durante le quali i bevitori affermano di vedere i fantasmi delle giraffe uccisecite-ref-97[97]cite-ref-98[98].

Nel XIX secolo, gli esploratori europei iniziarono a cacciare le giraffe per divertimentocite-ref-williams-53-27[53]. La distruzione dell'habitat ha ulteriormente aggravato la situazione della specie, specialmente nel mwb4cSahel, dove la mwb4gdeforestazione causata dalla richiesta di legna da ardere e dalla necessità di pascoli per il bestiame ha avuto un impatto significativo. Tuttavia, le giraffe possono convivere pacificamente con il bestiame, poiché non competono direttamente per le risorse alimentaricite-ref-macdonald-44-5[44].

La giraffa è classificata come specie vulnerabile dalla mwb44IUCN.Tuttavia, è scomparsa da molte aree del suo areale storico, come mwb48Eritrea, mwb5aGuinea, mwb5eMauritania e mwb5iSenegal, ed è probabilmente estinta in mwb5mAngola, mwb5qMali e mwb5uNigeria. È stata però reintrodotta con successo in mwb5yRuanda e mwb5ceSwatinicite-ref-iucn-20-4[20]. Due sottospecie, la mwb5wgiraffa dell'Africa occidentale e la mwb50giraffa di Rothschild, sono considerate in mwb54pericolo di estinzionecite-ref-iucnrothschildi-35-1[35]cite-ref-iucnperalta-36-1[36], con solo poche centinaia di esemplari rinasti in naturacite-ref-wildstatus-31-13[31]. Nel 1997, Jonathan Kingdon considerava la mwb6sgiraffa della Nubia la più minacciata tra tutte le sottospeciecite-ref-kingdon-9-4[9]. Nel 2010, il numero stimato di esemplari di questa sottospecie era inferiore a 250, anche se tali dati sono approssimativicite-ref-wildstatus-31-14[31].

Le riserve di caccia private hanno contribuito alla conservazione delle popolazioni di giraffa nell'Africa meridionalecite-ref-macdonald-44-6[44]. Un esempio significativo è il Giraffe Manor, un famoso hotel di mwb7kNairobi che funge da santuario per la giraffa di Rothschildcite-ref-99[99]. La giraffa è protetta in quasi tutto il suo areale, ed è l'animale nazionale della Tanzaniacite-ref-100[100], dove è tutelata dalla leggecite-ref-foleyfoley2014-101-0[101] Le uccisioni non autorizzate possono essere punite con il carcerecite-ref-102[102].

Nel 1999, si stimava che ci fossero più di 140.000 giraffe in natura. Tuttavia, nel 2010, questo numero era sceso a meno di 80.000, per risalire a 102.000 nel 2016cite-ref-wildstatus-31-15[31]. Secondo il Giraffe Conservation Foundation (GCF), la popolazione globale delle giraffe selvatiche attualmente si aggira intorno ai 111.000 esemplari.

Ruolo dei giardini zoologici

Molti mwb9cgiardini zoologici partecipano attivamente alla salvaguardia delle giraffe sostenendo progetti di conservazione. Tra le organizzazioni supportate c'è la Giraffe Conservation Foundation, impegnata nella protezione e conservazione di questa specie. Il contributo degli zoo è reso possibile anche grazie ai visitatori, che attraverso il pagamento del biglietto d’ingresso e la partecipazione a iniziative educative aiutano a finanziare questi progetti.

In alcune strutture zoologiche italiane vengono regolarmente organizzati eventi di sensibilizzazione e divulgazione per informare il pubblico sull'importanza della tutela delle giraffe e del loro habitat naturale.

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Collegamenti esterni

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